Bellezza e Rinascimento

Perfezione e bellezza sono spesso sinonimi e misuratori di gradevolezza per l’occhio umano.

L’estetica è lo studio di tale disciplina: discendente della filosofia è la materia che si occupa di stabilire i limiti e di riflettere sui confini labili della bellezza. Anticamente bello e buono erano strettamente correlati e collegati a un aspetto divino. Ancora oggi sono molte le persone che accostano il concetto di “bello” a una percezione di “ordine”: molteplici studi scientifici hanno dimostrato (o hanno tentano di farlo), l’esistenza di canoni registrati dall’occhio umano come maggiormente gradevoli e pertanto “Belli”.

La definizione di Bello è complessa tanto quanto la concezione del brutto, poiché l’estetica umana tiene conto di entrambe le questioni, come “il bianco e il nero” nella percezione visiva, dove il primo è accostato a una percezione di bello e il secondo a una di brutto, e viceversa. Nell’ultimo secolo le maschere nere, le influenze primitive e l’art brut hanno creato il contrappunto di un’idea superficiale di bellezza, portando alla luce non il brutto ma un bello differente. La percezione dello sporco come brutto e del pulito e ordinato come bello, è uno stereotipo derivato dalla cultura greca e fa intrinsecamente parte della storia del pensiero umano occidentale.

Tuttavia, ordine e armonia sono correlati, e sono elementi che procurano alla vista della maggior parte delle persone un senso di tranquillità; proprio per questa “perfezione” le cose del mondo si ritengono gradevoli, poiché verosimilmente perfette. La scienza dimostra che l’uomo è più propenso a parlare con un suo simile di bell’aspetto (anche se il concetto di “bell’aspetto” è evanescente). Famoso il caso di Cesare Lombroso, medico, antropologo e giurista italiano che condannava i criminali osservandone l’aspetto, cercando di comprenderne la psiche attraverso i tratti somatici.

Il pregiudizio comune è disseminato dagli stereotipi della società moderna: è certo che una donna bionda è stupida o che una fronte alta è sintomo di intelligenza?

Il pensiero umano è costellato di preconcetti che rendendo ogni uomo vulnerabile al giudizio estetico. A riprova del vero, è presente un’esigenza umana che permea ogni tratto della storia: la necessità di apparire “Belli”, o per meglio dire in decoro.

Quale significato è possibile attribuire al bello nell’attuale società? Essere belli significa essere alla moda o accettati da una community? Oppure vuol dire essere differenti, belli dentro o buoni nell’anima?

Oltre al valore morale o immorale, favorevole o contrario attribuito alla bellezza c’è un criterio oggettivo che misura la perfezione. Della bellezza l’uomo ammira la perfezione. Un oggetto gradevole è preciso, quindi perfetto. Vitruvio, e in seguito Leonardo, hanno cercato di dar voce all’ipotetica perfezione del nuovo uomo, colui che assomigliando all’essere umano appare divino. Servendosi di misure matematiche e costruzioni geometriche, hanno cercato nell’anatomia la correlazione tra le parti, dimostrando che l’apparenza accade nella giusta misura.

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