Geometria sacra e profana

Per i fautori della geometria il calcolo dell’area del quadrato, o la misurazione della circonferenza e del raggio di un cerchio, può apparire un’operazione elementare, ma per chi non è affine a tale disciplina, lo stesso calcolo può rivelarsi complesso.

Il cerchio è una figura magica, associata a un rituale di perfezione: nascita, morte e rinascita. Essa racchiude lo zero e ricomincia all’infinito; volta celeste prossima al divino. Il cerchio è una figura non comune, soggetta a calcoli diversi da quelli delle altre forme geometriche: l’area è la misura della superficie del cerchio, ossia della regione di piano delimitata dalla circonferenza, e si calcola come prodotto tra il π e il quadrato del raggio.

Il raggio è invece rappresentato dalla distanza interposta tra il centro e uno qualunque dei punti presenti lungo la circonferenza: il modo più semplice per calcolarlo consiste nel dividere il diametro a metà. Il diametro si può calcolare, dato il raggio, nel seguente modo: se il raggio è 4 cm, il diametro è 4 cm x 2 = 8 cm. Data invece la circonferenza, deve essere divisa per il π, costante matematica dal valore approssimato di 3,14. Se la circonferenza del cerchio è 10 cm, il diametro è 10 cm/π = 3,18 cm.

L’area razionale, immobile e statica del quadrato, poligono convesso formato da quattro lati e quattro angoli congruenti, segue invece un calcolo differente. Tutti i lati sono uguali e per calcolarne l’area basta moltiplicare la lunghezza per sé stessa. Un esempio: se il lato del quadrato misura 3 cm, si eleverà al quadrato tale valore per ottenere l’area della figura: 3 x 3 = 9 cm2.

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