Bianco e nero

Bianco e nero sono da sempre considerati colori “non colori”, estremamente simbolici e pieni di significato: sono retorica di luce e ombra, di bene e male, sono simbolo di morte e giustizia, pulizia e sporco. Bianco e nero sono i colori che determinano la dicotomia della vita; opposti che si attraggono, determinano le scale di valori morali e immorali entro cui l’etica dell’uomo e dell’umanità è chiamata ad esprimersi.

I due colori sono lo Yin e lo Yang, esprimo l’equilibrio che non esclude l’opposto. Considerati come “colori particolari”, sono classificazioni diversamente a seconda delle regole ottiche e artistiche. Considerando la sintesi additiva, il nero esprime assenza di luce e di colore, mentre il bianco è l’opposto: la somma di tutti i colori della luce. Viceversa, per sintesi sottrattiva, il nero è il risultato della sommatoria di tutti i colori, mentre il bianco è assenza di essi. Le superfici che assorbono completamente la luce, senza rifletterla, restituiscono il nero.

Considerando il modello additivo e sottrattivo, secondo la regola ottica, bianco e nero variano le caratteristiche compositive sulla base del modello di partenza. Un oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco, mentre quello capace di assorbirle, senza restituirne visione all’occhio, è nero. Una superficie che assorbe tutte le radiazioni visibili tranne una assume un colore corrispondente all’unica onda assorbita: se un oggetto assorbe il verde, verrà visto attraverso gli occhi come verde. Da un punto di vista pittorico il bianco non è la somma di tutti i colori ma ne è l’assenza, mentre l’unione di tutti i colori da come risultato il nero, o un colore molto scuro assimilabile a esso. Tuttavia, anche nel senso pittorico, c’è una classificazione per modello additivo e sottrattivo, in quanto si aggiunge o si toglie luce al colore che viene modificato. Bianco e nero hanno un significato primitivo di presenza e assenza, correlato a tutti gli opposti insiti nella visione ancestrale della natura umana: bene e male, notte e giorno, visibile e invisibile.

Espressioni comuni come “vedo nero” o “oggi ho avuto una giornata nera” indicano uno stato d’animo e prefigurano una metafora negativa legata al colore nero. Questo deriva dalla percezione della cultura occidentale del colore nero come sinonimo di assenza, buio e morte. Il nero è opposto al concetto di felicità o fortuna: ne è esempio il gatto nero, la veste della strega o l’abito funereo. Seppur nell’era moderna abbia acquisito connotati di eleganza e sobrietà, è impossibile percepire il nero come colore vivace. Il bianco è l’opposto ed è associato a purezza, grazia e splendore. Ciò nonostante, nei paesi asiatici come la Cina, il bianco è assimilato al lutto; ciò dimostra come la percezione simbolica del colore sia legata alla cultura dell’uomo e agli antefatti storici.

Molti artisti hanno utilizzato il colore come simbolo di riconoscimento: dal rosso di Tiziano al Blu di Klein, dal giallo di Van Gogh all’oro di Klimt. L’unico ad avere il primato di detentore del colore nero è stato il temerario Anish Kapoor, tale da dichiararlo di sua proprietà.

Esso ha creato artificialmente il nero (quasi) assoluto, chiamato Vanta Black, acronimo di Vertically Aligned Nanotube Array black (nero di Matrice di Nano tubi Allineati Verticalmente) e realizzato in nanotubi di carbonio. La particolarità di questo materiale, prodotto dall’azienda inglese Surrey Nano Systems (nata dell’Istituto di tecnologia avanzata dell’Università del Surrey e specializzata nella produzione a bassa temperatura di nanomateriali) è la capacità di assorbire il 99.965% percento della luce che lo colpisce, riflettendo una frazione impercettibile dall’occhio umano. Il nero assoluto rimane un’esclusiva creazione dell’uomo, e ancor di più dell’artista Anish Kapoor, il quale ha deciso di vietarne l’utilizzo ad altri artisti.

Nonostante la divergenza mainstream che il nero sta seguendo, resta inscindibile dall’interpretazione negativa che l’essere umano ne attribuisce. Eppure, il nero è fondamentale; è l’ombra a dare forma alla luce: sono elementi funzionali l’uno per l’atro, vivono di vita reciproca.

A proposito di Anish Kapoor: un altro artista ha deciso di inventare il rosa assoluto (il rosa più intenso che esista al mondo) e di vietarne la vendita proprio a lui.

Come si dice?

“Chi la fa, l’aspetti”

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