L’Uomo vitruviano

L’Uomo Vitruviano, portatore di semplicità e perfezione, è simbolo di studio, passione, matematica, scienza e arte. In esso è racchiusa l’osservazione della realtà nel mondo: è il visibile che nasconde tutto ciò che non è messo in luce ed è emblema dell’unione della conoscenza umana. Il disegno non è solamente importante per la bellezza di cui è messaggero, ma anche perché testimone dell’impegno di Leonardo nello studio delle proporzioni naturali, nelle forme umane e nel loro rapporto aritmetico e anatomico con la realtà e con la verità.

L’Uomo vitruviano è un’opera di fama mondiale, ammirata e apprezzata oltre che per l’eleganza semplice e ugualmente complessa, anche per la capacità di coniugare geometria, anatomia, disegno e proporzione; l’opera è fulcro e contenitore della densa cultura rinascimentale. Nel disegno di Leonardo, l’uomo è posto al centro di un cerchio e un quadrato. È simbolo del nuovo umanesimo, preteso durante il Rinascimento. L’uomo di Vitruvio è a misura del mondo, al centro di un universo antropocentrico. L’attualità dell’opera è da trovarsi nel riproporsi della richiesta di perfezione della società moderna, sempre uguale e invariata nei secoli.

Ubiquo esprime le caratteristiche del “nuovo umanesimo” e porta come paragone anacronistico la pretesa di rigore e la magia dell’Uomo vitruviano, esaltandone le caratteristiche attraverso semplicità e complessità. È da questo aspetto che l’arte contemporanea può trarre insegnamento, e attraverso il confronto con i grandi maestri della storia. Leonardo da Vinci non è stato l’unico a cambiare visione dell’uomo, guardandolo attraverso le proporzioni del cerchio e del quadrato, ma è stato colui che lo ha rappresentato più finemente. Tecnica, tecnologia, astuzia, intelligenza, proporzione e ubiquità atemporale sono i temi trattati dall’Uomo Vitruviano ed è ciò su cui Lucrezia Zaffarano e Andrea Sartori hanno riflettuto durante la creazione di “Ubiquo, Anatomia del Pensiero”.

Ma qual è esattamente il significato del noto disegno leonardesco? Da dove deriva la sua importanza? Cosa lo ha portato a essere considerato un simbolo del Rinascimento?

La portata magica dell’opera è data dall’eco mediatico (tradizionale o moderno) che si ripete nei secoli, dall’emozione che deriva dall’osservazione e dalla capacità di apprezzamento che in grado di creare. L’opera d’arte è per definizione un elemento che operare un cambiamento: deve porre una domanda o dare una risposta. La capacità espressiva delle opere d’arte le rende a volte magnifiche e altre terribili, ma mai inutili: sono mute testimoni del pensiero del tempo che continua e ritorna nell’era contemporanea, hanno carico emotivo storico, sono spiegazione per l’anima. L’arte dei grandi maestri continua oggi a essere criticata e apprezzata, ma le parole vengono meno dinanzi al senso espresso dall’osservazione dell’opera oltre il linguaggio verbale. L’Uomo vitruviano è universalmente apprezzato in quanto ricorda all’individuo la possibilità di raggiungere la perfezione. È la rappresentazione grafica delle linee che trovano corrispondenze visive e matematiche tra loro: canone di proporzione e perfezione. La linea è una parte di segno, è imprescindibile al disegno, come lo è la proporzione per la forma.

Nell’Uomo Vitruviano sono presenti linee mediane, longitudinali, centrali, trasversali: ognuna crea una direzione. È seguendo tale percorso che la video proiezione di “Ubiquo. Anatomia del Pensiero” segue il suo corso. L’opera, unica nel suo genere, permetterà a chi non può vedere (e a chi vede ma non osserva) di comprendere la struttura anatomica di uno dei simboli più famosi del rinascimento. Ogni fruitore potrà scegliere tra sedici differenti combinazioni per ottenere un’interpretazione visiva, uditiva, percettiva e tattile del corpo umano, definita sulla misura di uomo ideale del rinascimento.

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